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altro blog semplice di beppe la forgia....
sabato 13 dicembre 2014
domenica 7 dicembre 2014
worldopen salou,10°! Vito e Kikka
worldopen salou,10°! Vito e Kikka
Ranking of Adult Latin
The following results are from the WDSF World Open taken place in Salou - Spain on 07 December 2014
About these results
Every effort is made to ensure the accuracy and completeness of all results published in the Result Calendar of this website. However, WDSF cannot warrant that the result information it is provided with by the organisers and their scrutiny software is either accurate or complete.
These results are posted here with the caveat that they may need to be revised and/or completed. The WDSF Sports Department will remove the ABOUT THESE RESULTS link once they have been verified.
Ranking
Not ranked yet.
| Couple | Country | Start # | |
|---|---|---|---|
| details | Juan Manuel Gomez - Marina Mangione | Spain | 516 |
| details | Edgar Marcos Borjas - Alina Nowak | Spain | 546 |
| details | Guillem Pascual - Rosa Carne | Spain | 550 |
| details | Malthe Brinch Rohde - Sandra Sorensen | Denmark | 562 |
| details | Radek Mucha - Yana Grishchenko | Czech Republic | 582 |
| details | Armen Tsaturyan - Svetlana Gudyno | Russian Federation | 914 |
4. Round
| Rank | Couple | Country | Start # |
|---|---|---|---|
| 7. | Nikolay Mikadze - Yana Novikova | Russian Federation | 519 |
| 8. - 9. | Egor Petrov - Anna Argun | Russian Federation | 515 |
| 8. - 9. | Adam Vasina - Dagmara Nowak | Poland | 563 |
| 10. | Vito Tedesco - Martantonia La Forgia | Italy | 917 |
| 11. | Mario Cecinati - Rosaria Messina Denaro | Italy | 587 |
| 12. | Tomas Tanka - Dominika Feketova | Slovakia | 596 |
3. Round
domenica 8 giugno 2014
Mose, nel "sistema Galan" spunta anche Giulio Tremonti -- http://www.unita.it/italia/inchiesta-mose-venezia-orsoni-galan-segretaria-mazzetta-tremonti-tangenti-corruzione-finanza-arresti-1.573652
http://www.unita.it/italia/inchiesta-mose-venezia-orsoni-galan-segretaria-mazzetta-tremonti-tangenti-corruzione-finanza-arresti-1.573652
Mose, nel "sistema Galan"
Mose, nel "sistema Galan"
spunta anche Giulio Tremonti
A Venezia si prepara una settimana decisiva per l'inchiesta che ha sconquassato la città lagunare tra fondi neri e sprechi per centinaia e centinaia di milioni, mazzette, finanziamenti illeciti e assunzioni stile parentopoli. Una rete di malaffare, una cricca politico-imprenditoriale che andava avanti da una decina d’anni con numeri da capogiro: 35 arrestati (dieci ai domiciliari), un centinaio di indagati per reati che vanno dalla corruzione alla frode fiscale passando per il finanziamento illecito ai partiti, con un giro di tangenti e affari illeciti tra i 20-25 milioni di euro. La Guardia di Finanza ha sequestrato a titolo preventivo beni per 40 milioni tra cui la villa e le barche di Galan e opere d’arte (quadri di Canaletto).
INCHIESTA | Mazzette per politici e magistrati
GIP | «Stipendiati per "oliare"»
IL VIDEO | La prima volta del Mose
Le fonti di prova sono accertamenti bancari, la scoperta di fondi neri su conti esteri, pedinamenti, intercettazioni ma soprattutto i verbali dei costruttori e dei responsabili del Consorzio Venezia Nuova, da Giovanni Mazzacurati, dominus e regista del sistema di tangenti basato sul principio ferreo che tutti hanno prezzo, dai politici a chi ha funzioni di controllo (magistrati e Guardia di finanza). Basta pagare.
Ma in attesa dei nuovi verbali, di nuove rivelazioni o, come dicono sia Orsoni che Galan respingendo ogni accusa, «di fare chiarezza», dalle circa 400 pagine della richiesta di custodia cautelare emergono già nuovi filoni di indagine. Il numero degli omissis nei verbali alimenta l’idea di prossimi sviluppi di indagine. Magari presso altre procure.
Il sistema Galan, ad esempio, fa già intravedere nuovi sviluppi. Per fare cassa in modo illecito e sfuggire ai controlli, entrava con prestanome nelle società che lavoravano all'interno del Consorzio Venezia Nuova incassando la percentuale sugli utili sui lavori per il Mose. L’ex governatore e uomo di punta di Forza Italia avrebbe così incassato circa 5 milioni di euro. Corrotti e corruttori in un solo corpo. L’ex segretaria di Galan Claudia Minutillo, detta anche la Dama nera, era diventata il vertice di un triangolo Galan-Chisso-Minutillo. In un interrogatorio Minutillo, dice che «Baita decise di assegnare delle quote di Adria infrastrutture a Galan e Chisso attraverso dei prestanome. Una attraverso la Pvp di Padova, che fa riferimento a Paolo Venuti, amico e uomo di Galan». Chisso aveva il 5 per cento di Adria e Galan il 7 per cento. La Finanza ha trovato tracce di investimenti in Croazia e in Indonesia.
I tre pm veneziani Ancillotto, Bucini e Tonino e la Guardia di finanza stanno tirando anche un altro filo dell’inchiesta, quello che porta dritto al ministero delle Finanze e a una parte precisa della Guardia di finanza. L’arresto del generale Emilio Spaziante (corruzione) e la richiesta di arresto (respinta dal gip) di Marco Milanese (ex della GdF prima dell’avventura politica e parlamentare nel Pdl accanto a Tremonti di cui è stato il consigliere politico) è una storia ancora tutta da scrivere.
Secondo la Minutillo, in particolare, l’ex ministro dell’economia sarebbe stato tra i destinatari delle somme raccolte da Giovanni Mazzacurati e in particolare di una supermazzetta da mezzo milione di euro.
A Spaziante al momento è contestata l’offerta di due milioni e mezzo di euro per congelare alcuni controlli sul CvN in corso proprio da parte dei suoi stessi uomini a Venezia. Milanese ne ha incassati 500 mila per aver liberato un finanziamento Cipe di 600 mila euro destinati al CvN e che era stato bloccato. Il punto è che sono stati perquisiti altri due alti ufficiali delle Fiamme Gialle. I finanzieri hanno bussato a casa di Mario Forchetti, generale di Corpo d’armata in congedo, che dalla primavera 2013 il governatore Roberto Maroni ha promosso controllore degli appalti in Lombardia, alla guida cioè del Comitato regionale per la trasparenza degli appalti. In pratica il Cantone di Maroni. Perquisizioni anche a casa dell’ex generale Walter Manzon, fino a tre anni fa comandante generale a Venezia e oggi numero uno della Finanza in Puglia. Non risultano al momento indagati. Ma il filone che coinvolge la Finanza diventa ogni giorno più inquietante. Anche per chi sta facendo le indagini.
Infine c’è un terzo filone. Riguarda il nuovo ospedale di Padova su cui, come risulta da alcune intercettazioni riportate nell’ordinanza di custodia, Giovanni Mazzacurati aveva messo gli occhi. Per questo nel 2012 e nel 2013, prima di essere arrestato, si stava muovendo per creare il «consenso politico al progetto». Da qui alcuni incontri con rappresentanze istituzionali, come una cena documentata con l'allora sindaco di Padova Flavio Zanonato a Le Calandre. Il costruttore Pio Savioli - arrestato nella prima tranche dell'inchie- sta nel luglio scorso - in una intercettazione telefonica definisce la cena «abbastanza importante» perché «il capo supremo mio (Mazzacurati, ndr) era un po’ scoglionato e invece è ritornato arzillo». Un incontro che al momento non ha avuto rilevanza per le indagini.
INCHIESTA | Mazzette per politici e magistrati
GIP | «Stipendiati per "oliare"»
IL VIDEO | La prima volta del Mose
Le fonti di prova sono accertamenti bancari, la scoperta di fondi neri su conti esteri, pedinamenti, intercettazioni ma soprattutto i verbali dei costruttori e dei responsabili del Consorzio Venezia Nuova, da Giovanni Mazzacurati, dominus e regista del sistema di tangenti basato sul principio ferreo che tutti hanno prezzo, dai politici a chi ha funzioni di controllo (magistrati e Guardia di finanza). Basta pagare.
Ma in attesa dei nuovi verbali, di nuove rivelazioni o, come dicono sia Orsoni che Galan respingendo ogni accusa, «di fare chiarezza», dalle circa 400 pagine della richiesta di custodia cautelare emergono già nuovi filoni di indagine. Il numero degli omissis nei verbali alimenta l’idea di prossimi sviluppi di indagine. Magari presso altre procure.
Il sistema Galan, ad esempio, fa già intravedere nuovi sviluppi. Per fare cassa in modo illecito e sfuggire ai controlli, entrava con prestanome nelle società che lavoravano all'interno del Consorzio Venezia Nuova incassando la percentuale sugli utili sui lavori per il Mose. L’ex governatore e uomo di punta di Forza Italia avrebbe così incassato circa 5 milioni di euro. Corrotti e corruttori in un solo corpo. L’ex segretaria di Galan Claudia Minutillo, detta anche la Dama nera, era diventata il vertice di un triangolo Galan-Chisso-Minutillo. In un interrogatorio Minutillo, dice che «Baita decise di assegnare delle quote di Adria infrastrutture a Galan e Chisso attraverso dei prestanome. Una attraverso la Pvp di Padova, che fa riferimento a Paolo Venuti, amico e uomo di Galan». Chisso aveva il 5 per cento di Adria e Galan il 7 per cento. La Finanza ha trovato tracce di investimenti in Croazia e in Indonesia.
I tre pm veneziani Ancillotto, Bucini e Tonino e la Guardia di finanza stanno tirando anche un altro filo dell’inchiesta, quello che porta dritto al ministero delle Finanze e a una parte precisa della Guardia di finanza. L’arresto del generale Emilio Spaziante (corruzione) e la richiesta di arresto (respinta dal gip) di Marco Milanese (ex della GdF prima dell’avventura politica e parlamentare nel Pdl accanto a Tremonti di cui è stato il consigliere politico) è una storia ancora tutta da scrivere.
Secondo la Minutillo, in particolare, l’ex ministro dell’economia sarebbe stato tra i destinatari delle somme raccolte da Giovanni Mazzacurati e in particolare di una supermazzetta da mezzo milione di euro.
A Spaziante al momento è contestata l’offerta di due milioni e mezzo di euro per congelare alcuni controlli sul CvN in corso proprio da parte dei suoi stessi uomini a Venezia. Milanese ne ha incassati 500 mila per aver liberato un finanziamento Cipe di 600 mila euro destinati al CvN e che era stato bloccato. Il punto è che sono stati perquisiti altri due alti ufficiali delle Fiamme Gialle. I finanzieri hanno bussato a casa di Mario Forchetti, generale di Corpo d’armata in congedo, che dalla primavera 2013 il governatore Roberto Maroni ha promosso controllore degli appalti in Lombardia, alla guida cioè del Comitato regionale per la trasparenza degli appalti. In pratica il Cantone di Maroni. Perquisizioni anche a casa dell’ex generale Walter Manzon, fino a tre anni fa comandante generale a Venezia e oggi numero uno della Finanza in Puglia. Non risultano al momento indagati. Ma il filone che coinvolge la Finanza diventa ogni giorno più inquietante. Anche per chi sta facendo le indagini.
Infine c’è un terzo filone. Riguarda il nuovo ospedale di Padova su cui, come risulta da alcune intercettazioni riportate nell’ordinanza di custodia, Giovanni Mazzacurati aveva messo gli occhi. Per questo nel 2012 e nel 2013, prima di essere arrestato, si stava muovendo per creare il «consenso politico al progetto». Da qui alcuni incontri con rappresentanze istituzionali, come una cena documentata con l'allora sindaco di Padova Flavio Zanonato a Le Calandre. Il costruttore Pio Savioli - arrestato nella prima tranche dell'inchie- sta nel luglio scorso - in una intercettazione telefonica definisce la cena «abbastanza importante» perché «il capo supremo mio (Mazzacurati, ndr) era un po’ scoglionato e invece è ritornato arzillo». Un incontro che al momento non ha avuto rilevanza per le indagini.
giovedì 13 marzo 2014
sabato 13 aprile 2013
http://www.rainews24.rai.it-C'è Grillo ma spunta anche Prodi M5S sceglie i nomi per il Colle
Romano Prodi e Emma Bonino 'a 5 Stelle'. Nella stessa foto di gruppo con Giuseppe Piero Grillo, detto Beppe. Accanto a Dario Fo e Gino Strada. Tra Stefano Rodota' e Milena Gabanelli. La sorpresa che non ti aspetti, arriva dopo due giorni di votazioni on-line funestate da un attacco hacker, qualche polemica e tante ironie
I dieci personaggi scelti dal M5S per il Quirinale
Roma, 13-04-2013
Nella rosa di nomi dalla quale gli iscritti al Movimento 5 Stelle lunedi' pescheranno il loro candidato alla presidenza della Repubblica, spuntano anche l'ex premier ulivista e la leader radicale. E se alcuni parlamentari hanno gia' lanciato una 'campagna' per esorcizzarne l'investitura, nessuno piu' osa sbilanciarsi in pronostici. "Anche ieri ci sono stati numerosi attacchi al sito", ma sono andati a vuoto.
Alle 12 in punto, i 5 Stelle tirano un sospiro di sollievo. Sul blog di Grillo compare l'annuncio che la votazione on-line e' andata a buon fine. La seconda fumata e' bianca. I dieci a passare il primo turno delle 'Quirinarie', in rigoroso ordine alfabetico, sono Bonino, Caselli, Fo, Gabanelli, Grillo, Imposimato, Prodi, Rodota', Strada e Zagrebelsky. Sono loro i piu' votati on-line. Con quante preferenze? Da quante persone? Non e' dato sapere. Viene reso noto solo il numero degli aventi diritto: 48.282 iscritti al M5S.
Molti meno dei 250 mila che qualche deputato 5 Stelle ipotizzava. Ma Grillo rivendica l'eccezionalita' dell'evento, mentre "Berlusconi e Bersani, decidono in segreto il presidente dell'inciucio per salvaguardare entrambi, un atto antidemocratico e ributtante". Ma al di la' delle dichiarazioni di Grillo, oggi sono quei dieci nomi a 'parlare'. E creare dibattito dentro il Movimento. Perche' tra essi compaiono solo due donne ("Siamo grillini machisti", fa mea culpa il blogger Daniele Martinelli).
Ma anche perche' 'la Rete' non e' riuscita a proporre un solo volto veramente nuovo ("Bastava sfogliare un quotidiano per leggere gli stessi nomi", scuote la testa la deputata Giulia Vita). Veder comparire in lista lo stesso Grillo, appare tributo scontato al leader. Ma in base alle regole che lo stesso M5S si e' dato, non avrebbe dovuto esserci, fa notare il deputato Manlio Di Stefano, perche' condannato e dunque incandidabile. Dario Fo dice di non avere piu' l'eta', ma finisce in rosa suo malgrado. Insieme a nomi graditi al Movimento come Strada, Gabanelli e Imposimato.
Piu' problematica la figura del magistrato Caselli, che mette in difficolta' il M5S perche' non gradita al fronte 'No Tav'. Mentre prevedibili erano i nomi dei giuristi Rodota' e Zagrebelsky, gia' tra i papabili per la guida di un governo che potesse veder convergere Pd e 5 Stelle. Ma da dove spunta Emma Bonino? Solo un anno fa Grillo contro di lei, "emanazione dei partiti", lanciava la sua 'fatwa': con il M5S in Parlamento la radicale, prometteva, non sarebbe mai giunta al Colle. E ora proprio i suoi vogliono mandarcela.
Ma e' Romano Prodi il nome che spinge parte della base 'grillina' a insorgere, paventare 'infiltrati' nel M5S o la manipolazione del voto on-line, gestito dalla Casaleggio associati e certificato da una societa' privata. Il padre di quell'euro inviso al M5S, esponente della 'Casta' che i 'grillini' vorrebbero spazzar via, finisce nella rosa. Il suo nome si faceva da giorni perche', si mormora, sarebbe gradito a Casaleggio e a Grillo, che di lui ha scritto: "Cancellerebbe Berlusconi dalle carte geografiche".
E allora se anche Prodi non dovesse vincere le 'Quirinarie', la sua comparsa nella rosa 5 Stelle sembra spianare la strada alla possibilita' che alla quarta votazione per il capo dello Stato, i parlamentari 5 Stelle facciano convergere i loro voti sul suo nome. Si riuniranno eventualmente in assemblea per decidere. E li' potrebbe andare in scena uno scontro interno, tra deputati e senatori 'dialoganti' e i difensori della purezza della linea anti-partiti, che contro Prodi gia' annunciano barricate.
giovedì 26 aprile 2012
mercoledì 4 aprile 2012
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